Gin 2018-11-26T18:38:50+00:00

Gin, il distillato di ginepro

Il gin è un distillato secco che deriva dalla distillazione di un fermentato di frumento ed orzo ed in cui viene lasciata macerare una miscela di erbe, spezie, piante e radici, ovvero, i cosiddetti botanicals. In particolare, in questo insieme di erbe e spezie, spiccano le bacche di ginepro in quanto sono esse a caratterizzare maggiormente la bevanda in termini di gusto e aroma ed è sempre in relazione ad esse che il nome trae origine (gin da ginepro).

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Cenni storici

La paternità di questo prodotto è detenuta dai Paesi Bassi; proprio qui, infatti, verso la metà del Seicento, un medico dell’Università di Leida dal nome Francisco Della Boe (noto come Franciscus Sylvius) elaborò per la prima volta questo distillato nell’intento di aiutare a curare i soldati olandesi che si ammalavano di febbre nelle Indie Orientali.

Successivamente questa bevanda si diffuse anche in Inghilterra, luogo in cui raggiunse il culmine della sua produzione e notorietà grazie al divieto d’importazione di distillati stranieri imposto da Guglielmo III d’Orange nel 1960. Ciò, infatti, rese possibile utilizzare l’eccedenza di cereali per la produzione dell’alcool distillabile per la creazione del gin. Da questo momento l’importanza della bevanda crebbe a tal punto che iniziò ad essere utilizzata per pagare il salario degli operai; tale scelta, tuttavia, non si dimostrò vincente, portando piuttosto ad aumento sconsiderato del tasso di alcolismo nella popolazione più povera con ovvie ripercussioni per l’ordina pubblico e la sicurezza.

Metodo di produzione e caratteristiche

La vera particolarità di questo distillato è certamente rappresentata dall’utilizzo dei succitati botanicals: erbe, spezie e sostanze aromatizzanti adoperate per dare una profumazione unica al prodotto. Ovviamente la miscela di erbe e spezie utilizzate varia da distillatore a distillatore.

Generalmente fanno parte dei botanicals:

  • Ginepro, l’unico la cui presenza è espressamente prevista dalla legge all’interno del Gin;
  • Semi di coriandolo, i quali aggiungono una nota speziata all’equilibrio aromatico finale. A seconda della provenienza il tipo di sensazione apportata cambia, ad esempio, quelli provenienti dal Marocco danno un sentore di pepe, mentre quelli dell’est Europa attribuiscono al distillato un timbro floreale e agrumato;
  • Radici di angelica, la cui funzione principale è quella di bilanciare le note aromatiche apportate dagli altri botanicals. Ad essa, comunque, viene ricondotto un aroma di terra, legno e muschio;
  • Iris Germanica / Iris Pallida, che conferisce al gin profumazione che rimandano alla viola e alle figlie, oltre che essere utile al fine di trattenere le parti aromatiche più volatili;
  • Scorza di agrumi, non è presente in tutti i Gin, ma in quelli più prestigiosi, come il Plymouth ed il Beefeater, viene utilizzata in particolare quella di limone e/o quella di arancia.

Quelli appena elencati sono i botanicals maggiormente utilizzati, tuttavia, ne esistono molti altri, magari più di nicchia, tra i quali: mandorla, cannella, liquirizia, noce moscata e cardamomo.

Le diverse tipologie

Per quanto riguarda le diverse tipologie di Gin in commercio, l’Unione Europea è intervenuta classificando 4 tipi di Gin: Gin, Gin distillato, London Dry Gin e Spiriti aromatizzati al ginepro. In particolare:

Gin

nella sua produzione i botanicals vengono aggiunti direttamente allo spirito rettificato con una concentrazione alcolica di almeno il 96% vol. senza distillarlo nuovamente. In questo modo di ottiene il Gin che successivamente dovrà essere imbottigliato con un grado alcolico pari di almeno 37,5% vol.

Gin distillato o Distilled Gin

anche questo tipo di gin viene ottenuto dalla distillazione di uno spirito rettificato al 96% assieme a bacche di Ginepro e altri botanicals (possono essere aggiunti anche altri aromi naturali o comunque assimilabili ad essi). Anche il Gin distillato deve avere una concentrazione alcolica di almeno 37,5% vol. e prima di essere imbottigliato può essere diluito con acqua o addizionato con altro spirito rettificato. In questa categoria rientra anche il Plymouth Gin, il quale è tutelato dalla denominazione d’origine, potendo infatti essere prodotto solamente nell’ omonima cittadina, ed addirittura da una sola distilleria.

London Dry Gin

esso è identico al Gin distillato, con l’unica differenza che in in questo tipo  non è possibile aggiungere aromi. Il suo nome, inoltre, trae in inganno poiché, pur avendo il nome della capitale inglese, può essere prodotto in qualunque parte del mondo. A questa categoria è riconducibile anche l’Old Tom Gin, una versione più dolce del London Dry Gin, in quanto contenente anche sciroppo di glucosio (utilizzato anche per questo motivo nella preparazione del famoso cocktail Tom Collins).

Spiriti aromatizzati al ginepro

quest’ultima tipologia viene prodotta attraverso l’aggiunta al distillato di aromi naturali (o aromi identici ad essi) e devono essere imbottigliati con un rapporto alcol/volume pari al 30%.

Come si beve?

Questa bevanda può essere consumata liscia, con ghiaccio, mescolata ad altri ingredienti e perfino miscelata nei cocktail. I drink più famosi che utilizzano come base questo distillato sono il “Gin tonic” e il “Martini dry”; tuttavia i modi in cui assaporare questo superalcolico sono innumerevoli.

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